Carlo Ratti: l’avanguardia in Biennale

Carlo Ratti, Direttore della Biennale di Architettura di Venezia, 2025

“A noi architetti piace pensare di essere intelligenti, ma la vera intelligenza è ovunque. L’ingegnosità disincantata dell’evoluzione, il potere crescente dei computer e la saggezza collettiva della folla. Per affrontare un mondo in fiamme, l’architettura deve sfruttare tutta l’intelligenza che ci circonda. Sono onorato di avere l’opportunità di curare la Biennale Architettura 2025.” Così ha esordito Carlo Ratti alla conferma della sua nomina a direttore della prossima Biennale di Architettura. Come non condividere la posizione di Ratti e la sua visione? A scapito dei detrattori, ovvero gli architetti “classici” (ma di quale classicismo se il mondo è in cambiamento rapidissimo e l’architettura non sa più rispondere!) Ratti è autentico interprete di una maniera italiana, tra scienza e poesia, di svolgere il suo ruolo di progettista e ricercatore, e la fama che ha conquistato è oltre modo meritata, così come la cifra visionaria, ma concreta e fondata, sei suoi progetti originali.

Architetto e ingegnere di formazione, Carlo Ratti insegna al Massachusetts Institute of Technology (MIT) dove è direttore del Senseable City Labe, da poco, inoltre insegna al Politecnico di Milano. Socio fondatore dello studio di architettura e innovazione CRA-Carlo Ratti Associati (Torino, New York City e Londra). Laureato al Politecnico di Torino e all’École Nationale des Ponts et Chaussées di Parigi, successivamente ha svolto il suo lavoro di MPhil e PhD presso l’Università di Cambridge, nel Regno Unito, completando la sua tesi di dottorato come Fulbright Scholar al MIT. A Carlo ratti gli auguri della nostra redazione per una Biennale che saprà guardare oltre e innovare una pres

Previous Story

Il Salone e l'innovazione