Rigenerazione urbana di Viale Nino Savarese e Piazza delle Rimembranze, Enna, Sicilia
Arroccata sulla sommità della città di Enna, l’area del Castello di Lombardia rappresenta uno dei luoghi più emblematici e stratificati della Sicilia interna. Qui, dove il paesaggio si intreccia con il mito della dea Cerere e con una storia millenaria che attraversa le civiltà sicane, romane e medievali, il progetto di rigenerazione urbana di Viale Nino Savarese e Piazza delle Rimembranze si misura con un contesto di straordinaria forza simbolica e paesaggistica.

Prima dell’intervento, questo spazio risultava frammentato e degradato: l’asfalto e le pavimentazioni incongrue arrivavano a lambire il basamento del Castello, compromettendone la percezione; l’arredo urbano era insufficiente, l’illuminazione puramente funzionale e l’area era vissuta prevalentemente come spazio di transito, in parte carrabile, privo di qualità urbana e relazionale. Anche il Monumento ai Caduti, opera di Ernesto Basile, risultava marginalizzato, soffocato dalla vegetazione e privo di un adeguato ambito di valorizzazione.

Il progetto di rigenerazione, sviluppato su incarico dell’Amministrazione Comunale da un team guidato dall’architetto Andrea Caporali, nasce con l’obiettivo di restituire centralità e dignità a questo luogo, trasformandolo da infrastruttura di attraversamento a spazio pubblico identitario. La scelta fondante è stata la completa pedonalizzazione dell’area, accompagnata da una riorganizzazione degli spazi aperti intesa a rafforzare la relazione tra il Castello, il paesaggio e la città.

Elemento chiave dell’intervento è la sostituzione dell’asfalto con una nuova pavimentazione in pietra naturale siciliana proveniente dalle cave di Custonaci. La tonalità chiara e la matericità compatta della pietra dialogano con la luce mutevole dell’altopiano ennese e con le superfici storiche del Castello, contribuendo a una lettura più unitaria e contemporaneamente discreta del complesso monumentale. Tra la nuova pavimentazione e le mura storiche è stata introdotta una fascia di rispetto in ghiaia stabilizzata, concepita come un passe-partout architettonico: un dispositivo sottile ma efficace, capace di distinguere fisicamente e visivamente l’opera storica dalla nuova cornice urbana.

L’unico punto di contatto con il Castello è affidato a piattaforme puntuali in grigliato corten, che consentono l’accesso senza creare discontinuità nella fascia di rispetto e senza alterare il delicato equilibrio percettivo tra architettura, suolo e paesaggio. Questo approccio riflette una più ampia strategia progettuale orientata alla riduzione dell’impatto sul suolo e alla tutela del contesto archeologico: invece di intervenire in profondità, il progetto lavora per sovrapposizione, sfruttando i dislivelli esistenti e preservando le strutture preesistenti, con evidenti benefici in termini di sostenibilità, tempi e costi di realizzazione.

Il disegno dello spazio pubblico è completato dall’inserimento di alberature ombreggianti accuratamente selezionate per non interferire, nel tempo, con la percezione del Castello, da sedute integrate e da fontane di acqua potabile che restituiscono alla piazza una dimensione di accoglienza e comfort climatico. Particolare attenzione è stata dedicata al progetto illuminotecnico, articolato su più livelli: proiettori ad incasso valorizzano il costone roccioso, sistemi su palo illuminano in modo misurato le mura e le torri, mentre corpi illuminanti segnapasso accompagnano il visitatore lungo i percorsi pedonali e la salita verso la Rocca di Cerere.


La nuova promenade pedonale diventa così uno spazio di relazione, inclusivo e flessibile, pensato per accogliere eventi culturali, spettacoli all’aperto e momenti di socialità quotidiana. Il tema dell’accessibilità è affrontato in modo integrato, attraverso rampe a pendenza controllata, l’eliminazione delle barriere architettoniche e l’uso di arredi urbani ergonomici, in una visione dello spazio pubblico come infrastruttura civica aperta e condivisa.

Finanziato attraverso fondi del PNRR – Missione 5 “Inclusione e Coesione”, l’intervento si inserisce in una più ampia strategia di rigenerazione urbana orientata alla riduzione del degrado e delle marginalità, dimostrando come un progetto misurato, fondato sulla qualità dello spazio pubblico e sulla relazione tra storia e contemporaneità, possa attivare nuovi significati e nuove modalità di fruizione senza tradire l’identità profonda del luogo.
Credits: Progetto e D.L., Arch. Andrea Caporali (capogruppo), Arch. Roberta Andaloro, Arch. Adriano Furma, Foto Fernando Guerra | FS + SG, Foto di dettaglio Ottavio Tomasini, Stazione appaltante Comune di Enna, Durata dei lavori Settembre 2023 ‐ Luglio 2025, Impresa appaltatrice Costruzioni Ambientali s.r.l., Forniture, Platek s.r.l. (illuminazione), Levante & Co s.r.l. (pavimentazione), Tutor International s.r.l. (Gravelvip).





