Il Meridiano Design dentro l’Agorà

A Martano, a pochi passi tra Lecce e Otranto, da alcuni anni una azienda salentina virtuosa, la SPRECH, porta avanti una innovativa esperienza di Festival del Design, denominato appunto Agorà Design Festival. Ho avuto il piacere di essere tra gli invitati per presentare, in una apposita sezione, sul Progetto Iperlocale, Design e Architettura, l’esperienza di Officina Calabria Design che coordino come Art Director, dentro una vera e propria “officina” in cui valori, esperimenti, pezzi nuovi e tradizionali tentano di dare vita ad una immagine diversa della Calabria e di alcune sue produzioni, in vari settori, insolita rispetto ai circuiti dell’omologazione comunicativa che la relega sempre in basso alle tante negative classifiche.

Seguendo la riflessione della più vivace tra gli ospiti di questa edizione, Giovanni Castiglioni, vicepresidente della Fondazione dedicata a suo padre Achille Castiglioni, sembra che l’iperlocale allarghi i nostri orizzonti, così “Iperlocale: architettura e design dai territori”, titolo di questa edizione, si presenta come luogo stimolante di riflessione e confronto.

A dare vita a tutta la kermesse Lucia Rescio, presidente dell’Associazione Agorà Design e General manager di Sprech, Angela e Salvatore e il papà Pasquale Rescio, fondatore e oggi amministratore della pluripremiata azienda locale, nata negli anni Ottanta, e oggi diffusa a livello nazionale ed europeo. Dietro un bellissimo gruppo di collaboratrici e collaboratori, tra cui meritano essere citati Stefania Galante, Designer e docente di Design, Chiara Pascali, Valeria Raho, Maria Grazia Lodoli all’organizzazione, il bravissimo moderatore Pierpaolo Lala di Cool Club, e ancora tanti altri non comprimari ma protagonisti dietro le quinte e sulle quinte!

Questa edizione di Agorà, nella suggestiva cornice del barocco Palazzo Baronale di Martano diluita tra spazi interni ed esterni, fino a coinvolgere le suggestive piazze circostanti, artigiani e bambini in diversi laboratori, ha preso avvio il 28 settembre e si è conclusa il 1 ottobre, e nei tre giorni di seminari sono stati molti e prestigiosi i diversi ospiti che si sono succeduti nelle comunicazioni, fino alla premiazione avvenuta la mattina di domenica dei diversi designer, gran parte giovani, che hanno partecipato al Concorso di design diviso in due sezioni, Outdoor e Living. I premi attribuiti sono stati assegnati da una giuria, composta, oltre da chi scrive, da Francesca Tosi, Giovanna Castiglioni e Francesco Zurlo, e sono stati così ripartiti: sezione Living vincitore “Linfa – Il riposo che nutre l’anima” una originale poltrona disegnata da Davide Decarli in collaborazione con Pecore Attive (vincitore anche del premio di MAXXI – Interior Design, partner di Agorà Design, consegnato da Valentina Conoci titolare dello showroom); a seguire è stato premiata “Hydria” di Tommaso Schiuma, realizzata con la collaborazione di Progetto Arte Snc, e “Fragment” di Simona De Fazio con Carmen Carugno, realizzato inoltre con Level Project e Vincenzo Del Monaco. Per la sezione degli studenti, è stato premiato Searamic, oggetto autoprodotto da Giulio Bragagnolo e Paolo Sgarzi, mentre per la sezione Garden sono stati premiati i progetti “Felicità”, una originale amaca del designer colombiano Samuel David Silva Batista, e poi Apulia di Daniele Cicero, inoltre Driades, una struttura tecno-green di Francesco Fontanella e Maria Kassola, coppia italo-greca. Tra i progetti degli studenti ha vinto il premio il progetto Sicq di Ludovica Quarta. Agorà design trasforma i premi di questa sezione in prototipi che saranno poi esposti alla prossima edizione. Menzione speciale, infine, per la “Lampada d’Angolo” di Andrea Arciuolo in collaborazione con Officina Fratelli Navacchi, per il pregevole recupero del legno d’ulivo.

Per la qualità dell’organizzazione, la varietà delle presenze e dei confronti, dal design fino all’architettura, alle problematiche del paesaggio, e fino alla tecnologia e al riciclo, la comunicazione e il marketing, il festival si pone senza dubbio, anche a partire da questa consolidata edizione, come un significativo riferimento per tutti coloro che nel contesto meridiano intendono capire verso dove si muovono il dibattito e il confronto sulle tematiche avanzate del progetto. Soprattutto cosa succede molto più a sud di Milano, di Roma, e sull’asse di Napoli verso un certo est e ancora più giù, molto più a sud, verso l’Africa e i continenti emergenti.

Lo spazio aperto dei talk la sera dell’opening, 28 settembre

La sensazione chiara, che coltivo da tempo e che trova sempre più conferma, è che finalmente ci si distacca da una certa subalternità verso la patria del design italiano, ovvero Milano e tutto il suo ampio hinterland che arriva fino alle diramazioni venete. Prende così forma e coscienza, da tempo, la possibilità che lavorando su altri fronti, il “meridiano design” abbia oggi più opportunità di affermarsi se riesce a radicarsi come strumento di cambiamento, lento ma inesorabile, soprattutto per piccole e medie soluzioni, per microaziende, i tanti artigiani, le numerose imprese agroalimentari, senza dubbio le vere eccellenze del sud. Ovvero lavorare in una direzione verso tutto ciò che non siano i consolidati mercati del cosiddetto design di prodotto, costretti a muoversi dentro una logica solo commerciale a prevalenza di largo consumo (per quanto si dica che il design è “di nicchia”) e che abbia il mercato come solo riferimento. Piuttosto in ripresa di una sna tradizione meridiana pensare al benessere di utenti, comunità, al crescere delle aziende in direzione etico-ecologica dentro una necessaria visione di circular economy che il “meridiano design” ha insita nel suo DNA. Lavorare sul piccolo, sul senso di comunità (design di comunità), sui contesti, progettare strategie e visioni per territori emergenti o rimasti indietro, sostenere il dialogo tra progetto e prodotto verso una necessaria dimensione più attenta ai valori delle natura, attuare forme di design che sollecitano e sostengono nuove opportunità di competizione e business basati su principi etici, pensare ancora una volta non al “mondo del design, ma al “design per il mondo!” sono obiettivi, non solo possibili per il meridiano design, ma necessari e opportuni per differenziarsi dal resto delle esperienze in questo ampio e articolato arcipelago. Ad Agorà Design Festival questi temi sono emersi e stanno emergendo sempre più, perché non ha senso che esperienze come queste tentino di emulare la Design Week milanese: a Martano, a Ragusa per il Festival Barocco e Neobarocco, a Cosenza per Calabria Design Festival, durante i giorni di festa del design si parla, ci si confronta, ci si conosce, si mangia insieme, si scambiano esperienze, si avanza su idee e concetti nuovi da condividere, si fa quel lavoro sociale/relazionale che tanto è necessario a chi progetta ed è capace di assorbire stimoli, spunti, suggerimenti, si fanno emergere giovani ai quali dare lo spazio che meritano in un troppo affollato “mondo dei designer”.

La prossima edizione di Agorà Design Festival si farà attendere fino al 2025, nel frattempo fervono i preparativi per il catalogo, sempre molto originale, e per un possibile, auspicabile laboratorio permanente che stimoli la diffusione del design meridiano.

Organizzata dall’associazione Agorà Design e dalla cooperativa Radio Salentina, la manifestazione è sostenuta dal main sponsor Sprech in partenariato con Fondazione Achille Castiglioni, ADI – Associazione per il disegno industriale, Ordine degli Architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori di Lecce, Consiglio nazionale e Ordine degli Ingegneri di Lecce, Ordine dei giornalisti della Puglia, Università del Salento, Accademia Belle Arti di Lecce, Provincia di Lecce e Comune di Martano. Media partner Interni, Domus, Professionearchitetto.it, Outdoor, The Plan, Fuorisalone.it e RadioSalentina. Aziende partner MAXXI – Interior Design.

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