La cultura che traduce il progetto

Il Ministero della Cultura, è protagonista tra gli eventi culturali del Salone del Mobile 2026. Attraverso il Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale guidato da Alfonsina Russo, che si occupa di dare visibilità e valori nuovi alla vasta ed estesa collezione di produzioni artistiche del patrimonio, nonché una diversa idea dentro i circuiti economici, non per il solo valore culturale, ma al contempo di mercato delle collezioni e dei singoli manufatti, il Ministero ha scelto di mostrarsi con un articolato progetto espositivo e di incontri e riflessioni.

Forte di una struttura operativa dedicata, questo dipartimento avvia un rinnovamento importante nelle relazioni tra istituzioni pubbliche, aziende, creatività e innovazione. Proprio sotto l’attuale direzione ha preso corpo il progetto “Made in MiC”, ovvero il Ministero dalla Cultura, per l’appunto, che si fa promotore di una iniziativa che mira a dare senso e significato alla diffusione di una nuova strategia dove il patrimonio si trasforma dalla sola tutela e conservazione ad una risorsa attiva per il presente. Un progetto in divenire che coinvolge, nella sua fase di partenza, una rete di istituzioni che traducono le proprie collezioni in oggetti contemporanei.

Tra queste la Pinacoteca di Brera con Grande Brera, che integra design, sostenibilità e inclusione; il VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia, che rielabora la tradizione artigiana; la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea con GNAMC-Design; il Museo Galileo con EcoMuse Lab, orientato alla sostenibilità. Inoltre, esperienze, solo geograficamente periferiche, ma di grande valore simbolico e artistico, come i Musei Archeologici di Crotone e Sibari, nel cuore della Magna Grecia, e Minerva in Action, ad Arezzo, che costruiscono ulteriori connessioni tra archeologia, patrimonio e progetto, dove la storia si traduce in rilettura contemporanea per esaltarne i valori nella loro attualità. Il Salone del Mobile, edizione 2026, che da dopo la pandemia ha avviato una nuova stagione in cui la cultura del progetto è protagonista, insieme ai valori di promozione dell’arredamento, tipici di una manifestazione fieristica, quest’anno accoglie anche questa nuova esperienza del Ministero della Cultura.

Sotto la sigla “MADE IN MiC”, il Dipartimento si mostra con alcune delle sue preziose collezioni, racchiuse in alcune sezioni, tra cui “Archetipi” che rende omaggio alle arti applicate e al cosiddetto “proto-design”, ovvero progetti e produzioni pensate e realizzate tra il 1900 e il 1945. Si tratta di illustrare ed esporre un periodo significativo per l’Italia, ovvero quando arte, architettura, arredamento costruiscono una via italiana al progetto degli interni e ne modificano in forma rivoluzionaria metodo e linguaggio da decorazione a disciplina dello spazio abitato. Da questo periodo in poi il progetto di architettura, oltre che misurarsi con la sua connaturata spazialità, scende di scala e si confronta con l’oggetto, la dimensione domestica, contribuendo a far si che l’artigianato da forme tradizionali e soprattutto manufatturali, si avvia verso modelli più strutturati e industriali. Quella strada lunga che porterà alla nascita del Design in Italia, con i suoi distretti, primo tra questi senza dubbio quello di area lombarda nella felice coincidenza del nuovo artigiano, di architetti, ingegneri, imprenditori volenterosi e appassionati, ai quali il contributo dell’arte è stato determinante per ampliare la visione oltre il semplice manufatto. I prodotti esposti sono di tale fascino e raffinata fattura, esprimono la caratura imponente di personalità importanti di Maestri del Novecento italiano, realizzati da artigiani e aziende quali Richard Ginori, tra tutte, esposti in modo che il loro significato sia doppiamente compreso nella direzione della autenticità della felice stagione del proto design, così come della importante, efficace, sensibile capacità manifatturiera del paese, all’interno di due percorsi che qui mostrano la loro sintesi e forza di coesione.

Un percorso “sinuoso”, una spezzata che crea dinamismo e mostra gli oggetti esposti da più angolazioni, che trasforma uno spazio neutro, quale la reception del padiglione 22, in un vero luogo mostra: così possiamo definire il progetto dell’esposizione curato da Gabriella Musto, con la valida collaborazione progettuale di Martha Sissa. Un allestimento, coerente con la finalità espositiva: un pò museo, un pò galleria tra arte, design, architettura, funzionale ma non privo di espressività ed efficacia spaziale al contempo.

L’architetto Musto, della struttura ministeriale, si è misurata con coraggio con questa serie di giganti del progetto, Maestri del calibro di Ponti, Cambellotti, e ha ideato un “cielo” nero, con un pavimento altrettanto scuro, che restringono il campo prospettico in un cannocchiale focalizzato sull’esposizione. Qui dentro questa “scatola” dei due tempi, moderno e contemporaneo, il dispositivo spaziale “costringe”, in virtù di questo stratagemma prospettico, il visitatore a soffermarsi, ad altezza di sguardo, sulla linea spezzata della lunga sequenza del piano dove posano gli oggetti. Le superfici orizzontali sono campite di colori diversi, per le differenti sezioni, le quali accolgono i pezzi esposti, senza che il dispositivo progettuale della mostra possa provocare distrazione alcuna, ammesso ve ne possano essere davanti a tanta bellezza e sapienza.

I diversi tematismi dell’esposizione, che trova spazio nella Reception dei padiglioni 22-24, in virtù di tale dinamico allestimento, esito di una scelta più narrativa-evocativa che solo progettuale, si incrociano nello snodarsi di una peculiare mostra, fatta di oggetti e progetti, di più esperienze, che comprendono anche una sezione “Interni d’autore”. Qui si descrive il connubio tra arte e architettura, che ha ridato nuovi significati all’abitare e alla sua complessa cifra spaziale, oltre il decoro e l’arredamento. Insieme agli interni non poteva mancare uno spazio per alcuni oggetti definiti “Souvenir d’autore”, che sono la matrice di una narrazione, la quale attraverso differenti percorsi iconografici e decorativi, si definiscono capaci trasmettere la complessa, variegata immagine culturale dell’Italia. Una parte espositiva è denominata “Dal Museo”, e mette in luce come le collezioni museali abbiano avuto, ed hanno ancora oggi, la capacità di costituirsi come articolati repertori di forme e spunti per il progetto.  “Domus” è quell’abitare quotidiano, lo spazio intimo delle case italiane, gli oggetti della vita di tutti i giorni che sono diventati nel tempo “oggetti d’affezione” e riconoscibilità di una cultura variegata. E non poteva mancare il tessile, la sezione che con “Trame” mostra la sapienza di produzioni in cui segno, disegno, tessuti pregiati e originali si fanno espressione d’arte e progetto fuse con sapere tecnico-esecutivo.

Questo viaggio dentro il cuore dei nostri “Archetipi”, come recita l’intera collezione esposta, ci aiuta a comprendere la genesi di quella parte significativa del design italiano delle sue diverse, complesse matrici culturali che hanno prodotto una diffusione in aree che già avevano avviato modelli produttivi in cui arte e industria dialogavano in modo efficace e intenso, fino a definirsi come uniche e riconoscibili allora e ora. E qui interviene il lavoro svolto, in questo recente scorcio di tempo, dal team sotto il coordinamento lungimirante e sensibile di Alessio De Cristofaro, che ha metodicamente e costantemente seguito la genesi di questo progetto in ogni suo piccolo e grande passaggio, fino al Salone. Una attività che si innesta su questa solida base culturale-progettuale per avviare una stagione in cui i musei, le varie istituzioni espositive nazionali, possano tradurre questo patrimonio in segni più vicini ai nostri tempi, dando senso al valore della memoria, al suo fascino insuperato, ma anche alla necessaria modernità-contemporaneità nella sua migliore traduzione. Nascono così le prime esperienze in questa esposizione, che traduce e accoglie in nuove figure, forme, modelli il patrimonio, risorsa attiva e non più solo storia e passato, presente e futuro. Un coinvolgimento che in questa prima fase vede protagonisti proprio una prima serie di luoghi espositivi tradotti in “laboratori” sperimentali di design con percorsi contemporanei, di oggetti e progetti, a partire dalla Pinacoteca di Brera con “Grande Brera”, il VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, ancora il Museo Galileo con EcoMuse Lab, che mette in campo percorsi formativi, sperimentali, progettuali. Ancora altre realtà anche più distanti dal cuore del design, ovvero le esperienze dei Musei di Sibari e Crotone, dunque la sempre attuale Magna Grecia, e Minerva in Action, di Arezzo, capaci, con la riedizione di oggetti della tradizione classica interpretati da designer e artisti, di costruire nuove, originali connessioni tra patrimonio, memoria e progetto contemporaneo. Prestigiose anche le aziende coinvolte, alcune delle quali note come Artemide, Nuove Forme di Firenze, Karpeta/Texturae per il tessile e la carta, e ancora altre, che, insieme a originali esperienze artigiane, si sfidano per dare nuovi significati simbolici e culturali al merchandising museale, non più e solo “gadget” ma oggetto evocativo, poetico, d’emozione, che costruisce un solido fil rouge tra passato, presente, futuro. Il Ministero della Cultura, in questa occasione è riuscito davvero a rappresentare la sua “centralità” di organismo di tutela e valorizzazione al contempo, un catalogo originale racchiude e descrive la rassegna, e la serie di talk che seguiranno l’esposizione ne sono ampia testimonianza con confronti su temi e percorsi attinenti questa nuova stagione che si apre da ora per i prossimi anni.

(Nelle immagini dell’autore del testo, per scelta comunicativa, sono illustrate solo le fasi di preparazione del padiglione Made in MiC)

Il programma dei talk del PADIGLIONE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, Curatrice: Gabriella Musto Architetto, Ministero della Cultura, dal 21al 26 aprile 2026

21 aprile
Inaugurazione del Padiglione Made in MiC”
Saluti (ore 12:15)
Valentina Gemignani Capo di Gabinetto del Ministero della Cultura 
Alfonsina Russo Capo Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale
Riflessioni dei Direttori generali dei Musei e dei protagonisti della cultura che hanno contribuito alla selezione degli oggetti d’arte e dei prototipi di merchandising esposti nella Mostra ArchetipiTradizioni, Creatività, Valori.
Introduce e modera Ottorino De Sossi, giornalista Agenzia CULT; 
Edith Gabrielli Direttrice del VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia e Michele De Lucchi Architetto, designer e artista (12:30/13:00) 
Angelo Crespi Direttore Generale GRANDE BRERA (13:15/13:45) 
Renata Mazzantini Direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea (14:00/14:30)
Roberto Ferrari Direttore esecutivo Museo Galileo (14:45/15:15)
Maria Chiara Ghiretti erede Alvino Bagni e Gian Paolo Monti sales NUOVEFORME s.r.l. (15:30/16:00); Giuseppe Scaglione e Nicola Malagrinò Architetti e designer (16:15/16:45)

22 aprile

Narrativa storica. Dialoghi tra arte e design 
Introduce e modera: Alessio De Cristofaro Direttore Istituto centrale per la valorizzazione economica e la promozione del patrimonio culturale (IC-VEPP)
Matteo Fochessati, Conservatore della Wolfsoniana di Genova (10:00/10:30)
La Wolsoniana e il mobile italiano del Novecento
Oliva Rucellai, Storica delle arti decorative e capo conservatore presso la Fondazione Museo Archivio Richard-Ginori (10:45/11:15)
Gio Ponti e l’invenzione del Made in Italy 
Consuelo de Gara, Responsabile comunicazione Fondazione Museo Ginori – (11:30/12:00) 
Museo e impresa. Ginori, una storia italiana
Alessio De Cristofaro, Direttore IC-VEPP – (12:15/12:45)
Alle origini del Made in Italy. Dai musei artistici industriali all’E.N.A.P.I.

Il progetto darchitettura autoriale per i Musei e i processi costruttivi tra allestimento e design

Introduce e modera: Gabriella Musto, Architetto – Ministero della Cultura
Massimiliano Tita, Architetto Studio Abcplus (15:00/15:30)
Prototipi Museali Adattivi: Architettura Autoriale, Fabbricazione Digitale e Merchandising Espansivo
Camillo Botticini architetto, Architetto e Direttore creativo Architettura DV Area (15:45/16:15) 
Una sezione sulla storia urbana di Brescia antica
Margherita Guccione, Direttrice scientifica grande MAXXI (16:30/17:00)
Verso il Grande MAXXI _nuovi paesaggi per il museo del futuro

24 aprile
LArchitettura e il Design nel dibattito culturale contemporaneo
Introduce e modera: Gabriella Musto Architetto – Ministero della Cultura
Giovanni Tortelli, GTRF Tortelli Frassoni Architetti Associati (ore 10:30/11:00)
Disegnare il museo: allestimenti con e per l’archeologia
Gianfranco Tuzzolino, Docente di progettazione architettonica all’Università di Palermo e Presidente del Comitato Arte e Architettura contemporanea del MiC (ore 11:15/11:45) 
DIALOGA CON 
Luciano Galimberti, Presidente ADI Design Museum di Milano (ore 12:00/12:30)

La nascita del prototipo: ideazione/progetto/costruzione
Introduce e modera: Gabriella Musto Architetto – Ministero della Cultura
Silvia Masetti – EcoMuse Lab / ISIA Firenze Design Designer, docente e staff direzione ISIA Firenze e Paolo Deganello – EcoMuse Lab / ISIA Firenze Design Architetto, designer e docente e Andrea Magnani – EcoMuse Lab / ABA Firenze 
Siliqoon Agency Artista visivo e designer multidisciplinare Cecilia Milazzo – EcoMuse Lab Designer, artigiana, docente e dottoranda (15:00/16:15)
EcoMuseLab. Progettare prodotti e spazi sostenibili per i bookshop museali. L’esperienza del Museo Galileo, Artex, Accademia di Belle Arti di Firenze, ISIA Firenze Design e Università di Firenze – Dip. SAGAS

25 aprile
Cultura del progetto e relazione con il territorio: le articolazioni del MiC e le esperienze di valorizzazione contemporanea nella Soprintendenze
Introduce e modera: Gabriella Musto Architetto – Ministero della Cultura
Antonio Zunno – Soprintendente di Brindisi, Lecce e Taranto (ore 12:00/12:30)
Il progetto con la luce e le suggestioni per immagini del Forte a mare di Brindisi
Elena Anna Boldetti– Soprintendente per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna (ore 12:45/13:15)
La Sardegna dal patrimonio al progetto. Rigenerare attraverso il design
Chiara Delpino – Soprintendente per le province di Chieti e Pescara (ore 13:30/14:00)
Dalla ricerca alla forma: esperienze di dialogo tra archeologia e architettura
Dibattito

26 aprile
Arte/Cultura/Processo/Visione. Nuove indagini creative nella scena internazionale
Introduce e modera: Gabriella Musto Architetto – Ministero della Cultura
Paolo Rosselli, Fotografo (ore 11:00/11:30)
Il fotografo italiano e il suo sguardo verso opere del passato: una gradita fatalità e una presa di distanza dagli oggetti che riprende
Marco Iuliano, Professore e direttore di ricerca del Centre for Architecture and Visual Arts University of Liverpool School of Architecture (ore 11:45/12:15)
Design come strumento per imparare: la nuova scuola di architettura a Liverpool
Paolo Tassinari, studio TassinariVetta, designer (12:30/13:00)
L’identità visiva del VI-VE, Vittoriano e Palazzo Venezia

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(Molto) Più di uno: il profeta del Made in Italy